Premessa

In tutte le procedure ad evidenza pubblica, compresa quella dell’affidamento diretto, i contraenti, siano essi la Stazione Appaltante o l’appaltatore, in base all’articolo 34 del D.Lgs. n. 50/2016 ( e fatto salvo quanto sarà disposto, di qui a breve, a seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici), sono obbligati a rispettare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali individuate dai CAM.
Questo a livello di legislazione nazionale.
Per quanto di competenza, anche le Regioni, laddove hanno disciplinato, con norme di rango secondario, alcune materie specifiche, hanno ribadito, inevitabilmente, tale principio.
Ciò, in quanto le suddette clausole rappresentano un costo per l’operatore di mercato, che è corretto sia rispettato e garantito dalle Stazioni Appaltanti per evitare ingiustificati fenomeni di dumping, da parte degli altri concorrenti/offerenti, i quali non sono in grado di garantire un bene rispettoso della normativa CAM, per le più disparate ragioni.

Conseguenze per la violazione dei CAM per la Stazione Appaltante

Premesso quanto sopra, è indiscutibile come sia per la la Stazione Appaltante o per l’appaltatore discende un obbligo insuperabile ed una, seppur differente, correlata responsabilità per il suo mancato rispetto.
Per quanto concerne la Pa ed il pubblico funzionario che proceda, con dolo o colpa grave e fatte salve eventuali ipotesi di responsabilità penale, all’acquisizione di un bene non conforme alla specifica disciplina di riferimento (europea, nazionale, regionale e locale) sui CAM, paiono configurarsi, a diversi livelli e a diversi titoli, le seguenti responsabilità:
- responsabilità amministrativa-contabile;
- responsabilità civile;
- responsabilità disciplinare.


1) La prima tipologia di responsabilità si configura per la creazione di un danno patrimoniale indiretto, pacificamente concorrente con il danno alla concorrenza, che obbliga la stessa Pa, entro il termine di prescrizione di 5 anni dalla commissione dell’illecito, a risarcire il privato concorrente illegittimamente escluso dall’aggiudicazione del bene, pur essendo in possesso dei requisiti CAM di cui è invece sfornito il vincitore della procedura.
Il che comporta che, su domanda di detto privato, la Pa potrebbe essere costretto a risarcire il danno, indiretto, da essa cagionato al privato per la condotta, per lo meno connotata da colpa grave, del proprio dipendente, salvo poi rivalersi sul medesimo per il recupero di quanto indebitamente corrisposto al privato leso: assai banalmente, attraverso la trattenuta mensile sullo stipendio, con il pignoramento della pensione o con tutti gli altri rimedi offerti dal nostro ordinamento, a seconda dei casi.
Poichè, però, il principio generale previsto dall’articolo 1 della L. n. 20/1994, limita la responsabilità dei pubblici funzionari ai soli casi di azioni od omissioni, causative di una danno, sorrette quanto meno da colpa grave, è certamente utile supportare gli stessi con appositi corsi di formazione od altre iniziative formative/informative, che circoscrivano, anche e soprattutto a loro tutela, il campo di operatività dell’elemento soggettivo.
In tali casi, il riscontro giurisdizionale della presenza della colpa lieve sarà assai agevole. Sotto tale aspetto, è dato di comune esperienza, che le diverse polizze assicurative esistenti sul mercato non possono assicurare il pubblico funzionario per colpa grave e, quindi, in caso di responsabilità contabile, chi ha agito con negligenza sarà costretto a risarcire il danno con il proprio patrimonio personale.

2) Per il pubblico funzionario RUP che ha tenuto il comportamento sopra descritto, poi, accanto e in aggiunta rispetto alla responsabilità amministrativo-contabile, dirigenziale, e/o penale, si possono poi ipotizzare, in astratto, altri due tipi di responsabilità.
La prima di queste è quella disciplinare per “cattiva amministrazione”, attualmente sanzionata dall’articolo 55 comma 1 del D.Lgs. n. 165/2001, che prevede e gradua secondo il criterio della proporzionalità, svariate sanzioni a carico del summenzionato lavoratore pubblico, sino a giungere a quella massima del licenziamento.

3) Non di meno, la Pa ed il pubblico funzionario di cui si discute potrebbero essere chiamati a rispondere, a seconda dei casi, a titolo di responsabilità civile precontrattuale, in base all’articolo 1337 del Codice civile, per avere aggiudicato l’appalto al privato offerente un bene privo dei requisiti CAM con contestuale danno per il terzo privato, offerente un bene invece conforme alla normativa CAM.

Conseguenze per la violazione dei CAM per l’appaltatore

Se l’offerente privato, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, non si comporta secondo buona fede, offrendo alla Stazione Appaltante un bene privo dei requisiti CAM oppure non dando dando notizia alla controparte dell’esistenza di una causa di invalidità del contratto, quale quella che impone a quest’ultima di acquistare beni rispettosi dei requisiti CAM, è tenuta a risarcire il danno da questa risentito per avere confidato, senza sua colpa, nella validità del contratto (confronta gli articoli 1337 e 1338 del Codice civile).
Inoltre, la Stazione Appaltante può, in date circostanze, risolvere il contratto e/o applicare penali contrattuali.
Non va, infine, dimenticato che i comportamenti in esame dell’appaltatore si possono tradurre in grave illecito professionale tale da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, che potrebbe compromettere per il medesimo la possibilità di partecipare a successive gare, in base all’articolo 80 del D.Lgs. n. 50/2016.

La Redazione

I criteri ambientali minimi nelle gare d’appalto: obblighi cogenti per le
Stazioni Appaltanti già a partire dalla stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.


a cura della Redazione


La corretta lettura ed applicazione degli articoli 34 del D.Lgs. n. 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici) e dell‟articolo 1, commi 1126 e 1127, della L. n. 296/2006 (Legge finanziaria 2007) comportano che i criteri minimi ambientali di cui al Decreto C.A.M. per l'acquisto di servizi energetici per gli edifici - servizio di illuminazione e forza motrice - servizio di riscaldamento/raffrescamento del 7 marzo 2012 costituiscono obblighi immediatamente cogenti per le Stazioni Appaltanti sin dalla stesura dei documenti di gara per l‟applicazione del criterio dell‟offerta economicamente più vantaggiosa.
Il loro mancato rispetto determina l‟annullamento del bando di gara, del capitolato e del disciplinare nelle parti corrispondenti, unitamente agli atti conseguenti (Tar Lombardia - Milano, sezione IV, sentenza numero 2178 del 4 ottobre 2022).

Il fatto
Una società partecipante ad una gara d‟appalto, da aggiudicarsi con il criterio dell‟offerta economicamente più vantaggiosa, per il servizio di gestione calore, fornitura combustibile e manutenzione degli impianti termici a servizio degli edifici comunali, classificatasi al quarto posto, ha impugnato la determinazione dirigenziale dell‟Ente locale con cui il medesimo ha aggiudicato l‟appalto ad una R.T.I., nonché tutti gli atti presupposti (determinazione di indizione della procedura, bando di gara, disciplinare di gara e capitolato speciale d‟appalto), eccependo la falsa applicazione degli articoli 30, 34 e 71 del D.lgs. n. 50/2016, del D.M. 7 marzo 2012 e dell‟articolo 76, comma 1, della Direttiva 24/2014/UE.
Ciò, poiché a dire della ricorrente, la gara, perciò illegittima, avrebbe dovuto essere essere strutturata, diversamente da quanto avvenuto, come un appalto riconducibile al caso B del predetto Decreto Ministeriale.

La sentenza
Il Collegio, in linea con la pregressa giurisprudenza, ha accolto il ricorso e, per l‟effetto, ha annullato tutti gli atti di gara, osservando che:

  • l‟articolo 34 del D.Lgs. n. 50/2016:

- stabilisce al comma 1 che: “le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l'inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ...”;

- prevede al comma 2 che: “ i criteri ambientali minimi definiti dal decreto di cui al comma 1, in particolare i criteri premianti, sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell'articolo 95, comma 6”;

  • il „Piano d‟azione‟ è stato previsto dai commi 116 e 1127 della articolo 1 della L. n.
    296/2006, i quali prescrivono rispettivamente che:
    - … “Il Piano prevede l'adozione di misure volte all'integrazione delle esigenze di
    sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle
    amministrazioni competenti, sulla base dei seguenti criteri:
    a) riduzione dell'uso delle risorse naturali;
    b) sostituzione delle fonti energetiche
    non rinnovabili con fonti rinnovabili;
    c) riduzione della produzione di rifiuti;
    d) riduzione delle emissioni inquinanti;
    e) riduzione dei rischi ambientali (comma 1126);
    - Il piano di cui al comma 1126 indica gli obiettivi di sostenibilità ambientale da
    raggiungere per gli acquisti nelle seguenti categorie merceologiche:
    a) arredi;
    b) materiali da costruzione;
    c) manutenzione delle strade;
    d) gestione del verde pubblico;
    e) illuminazione e riscaldamento;
    j) elettronica;
    g) tessile;
    h) cancelleria;
    i) ristorazione;
    l) materiali per l'igiene;
    m) trasporti”;

  • di conseguenza, così come già affermato dal Consiglio di Stato, sezione V, sentenza numero 6934 del 5 agosto 2022, si ha che “… i criteri ambientali minimi, individuati nel Decreto C.A.M., rappresentano gli strumenti per il perseguimento degli obiettivi di cui al citato Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione e devono essere tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l‟applicazione del criterio dell‟offerta
    economicamente più vantaggiosa”;
  • le disposizioni di cui al C.A.M., secondo quanto già stabilito dal Consiglio di Stato, sezione V, sentenza numero 972 del 3 febbraio 2021, “… non hanno natura meramente programmatica, ma costituiscono obblighi immediatamente cogenti per
    le Stazioni Appaltanti, come emerge con evidenza dal comma 3 dell‟art. 34 [del D.Lgs. n. 50/2006, n.d.r.], il quale stabilisce che l'obbligo di cui ai commi 1 e 2 si applica per gli affidamenti di qualunque importo, relativamente alle categorie di forniture e di affidamenti di servizi e lavori oggetto dei criteri ambientali minimi adottati nell'ambito del citato Piano d'azione… ”;
  • premesso quanto sopra ed in ossequio al dettato normativo vigente, “… deve ritenersi che la Stazione Appaltante non solo era ed è obbligata a perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale, ma che a tanto doveva e deve procedere secondo le modalità ed i criteri ambientali minimi stabiliti dal più volte citato decreto ministeriale 7 marzo 2012 ...”;
  • conseguentemente ed infine, la Pa non può ricorrere (come invece accaduto nel caso di specie) a “… una procedura per l‟affidamento del servizio energia contenente elementi spuri rispetto a una delle due fattispecie disciplinate dal Decreto C.A.M., oppure dar luogo a una combinazione tra le stesse, creando in tal modo un tertium genus ...”.

    Considerazioni finali

    La sentenza in rassegna costituisce l‟ultima in ordine di tempo che la giurisprudenza amministrativa è stata chiamata a rendere rispetto ad una materia che pare piuttosto chiara circa la natura giuridica e la portata delle prescrizione legislative vigenti.
    Anche alla luce della decisione in commento, pare quindi agevole ricordare a tutte le Stazioni Appaltanti e a tutti gli operatori economici che:

  • il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi è obbligatorio dal primo all‟ultimo atto della procedura di gara;
  • solo l‟offerta di condizioni superiori a quelle minime può costituire criterio premiante in quanto variante migliorativa;
  • la Stazione Appaltante, non solo è obbligata a perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dai Decreti C.A.M. di settore, ma deve anche procedere secondo le modalità attuative ed i criteri minimi colà stabiliti; e laddove, come nel caso trattato, siano rappresentate due fattispecie tra loro alternative, le Pa debbono considerare le stesse come soli modelli concreti che possono e devono essere utilizzati, non modelli ideali modificabili;
  • il rispetto delle specifiche tecniche dei criteri ambientali minimi e, più in generale, di questi ultimi considerati nella loro interezza, costituisce un requisito essenziale dei beni oggetto di procedure di gara, a pena dell‟esclusione dalla gara delle offerte non conformi, con notevole e del tutto inutile dispendio di risorse pubbliche ed anche private spese a partire dall‟adozione del bando di gara sino a giungere all‟aggiudicazione della stessa, al ricorso dell‟offerente che si ritiene leso dalla determinazione della Pa ritenuta irrispettosa delle norme vigenti in materia, ed all'intervento della magistratura chiamata a decidere la questione
 
Giovedì, 21 Aprile 2022

LA STOFFA DEI CAMPIONI

Il Presidente Draghi: “ Non c'è più tempo, serve un'azione convinta"

L'importanza di una politica sanitaria, climatica e ambientale funzionante è attualmente sottolineata in tutto il mondo. La protezione delle persone e della biosfera sta diventando una priorità politica sempre maggiore. Nel corso di questo, i prodotti e i processi di produzione che sono dannosi per la salute e l'ambiente sono anche oggetto di maggiore attenzione e rivalutazione nella legislazione.
Dal 2011 la legislazione Italiana, la prima in Europa, ha deciso così di regolamentare gli acquisti della Pubblica Amministrazione introducendo l’obbligo di acquistare un prodotto o di un servizio, premiando il minor impatto ambientale https://www.mite.gov.it/pagina/i-criteri-ambientali-minimi , ciò nonostante, guardando la classifica dei paesi più green in Europa, non vediamo neanche il podio.
Sebbene la Pubblica Amministrazione abbia assunto un ruolo chiave nel passaggio da economia lineare a economia circolare, dovendo dare il buon esempio e scansando ogni qualsivoglia reticenza sui prodotti e servizi a minor impatto ambientale, e sebbene in base alla direttiva sui rifiuti approvata dal Parlamento Europeo nel 2018, i paesi dell'UE saranno obbligati a provvedere alla raccolta differenziata dei tessili entro il 2025, il nostro Paese, con grande slancio, ha deciso di anticipare i tempi a partire dall'1 gennaio 2022, Come mai fatica a decollare la transizione ecologica in Italia, soprattutto nella Pubblica Amministrazione dove esiste un obbligo e delle linee guida da seguire per gli acquisti?
Poco meno di qualche mese fà il Presidente Draghi disse: “Non c'è più tempo, serve un'azione convinta". Le conseguenze del surriscaldamento globale, ha sottolineato Draghi, sono già evidenti: "Gli effetti dei cambiamenti climatici sono già molto chiari. Negli ultimi 50 anni, il numero di disastri legati ad eventi meteorologici si è quintuplicato. Gli incendi stanno divorando le foreste, dalla California all'Australia. E dalla Germania alla Cina, stiamo assistendo a inondazioni sempre più devastanti. L'Italia sta fronteggiando l'innalzamento del livello del mare a Venezia e lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi". E allargando lo sguardo oltre l'Italia, il premier ha aggiunto: "Gravi carenze idriche e siccità sono fenomeni sempre più frequenti e colpiscono in maniera sproporzionata alcuni Paesi tra i più poveri del mondo, ad esempio in Africa".
Abbiamo inquinato l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, la terra che coltiviamo e l’unica soluzione è scegliere con attenzione cosa acquistare. Bene! Tutti d’accordo, ma cosa centrano il cambiamento climatico, Draghi, con un capo d’abbigliamento complesso? Ma soprattutto cosa centrano con me che li devo indossare ?
Acquistare dei capi d’abbigliamento, oggi, ha il suo peso, soprattutto nella pubblica amministrazione, un peso economico, sociale e ambientale.
Già, perché se fino a ieri, si teneva conto del confort e delle performance tecniche di un capo complesso come può essere una giacca a vento, utilizzata da un Poliziotto della Locale o da un volontario della Protezione Civile o ancora da un Finanziere piuttosto che da un Carabiniere, oggi bisogna tenere conto anche del design finalizzato al recupero della giacca, dei materiali cioè che sia fatta con materiali riciclabili e riciclati, che non ci siano sostanze nocive non solo per chi la indossa ma che non siano nocive anche per i lavoratori e per chi vive nei siti di produzione, Virginia e Veneto Docet! Bisogna tenere conto che quella giacca una volta usurata, non sia più un rifiuto ma che si possano recuperare i materiali e impiegarli per dare vita a nuovi prodotti, e bisogna altresì verificare che quella giacca a vento non sia fatta in uno scantinato venendo meno ai diritti dei lavoratori, ovviamente tutto al minor prezzo perché non possiamo gravare sulle spalle dei contribuenti. Bisogna che la filiera sia controllata affinché si possa innescare il circolo virtuoso, il ché vuol dire meno rifiuti, meno inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra e più rispetto del lavoro.

La nuova strategia della Commissione comprende anche misure volte a sostenere materiali e processi di produzione circolari, a contrastare la presenza di sostanze chimiche pericolose e ad aiutare i consumatori a scegliere prodotti tessili sostenibili.
La Fondazione Ellen MacArthur nel rapporto The circular economy: a transformative Covid-19 recovery strategy ha cercato di fornire una panoramica sull'argomento mettendo in evidenza alcuni dei principali fattori in grado di attivare un modello di economia circolare in questo comparto.
Tre sono i volani dell'economia circolare su cui porre attenzione:
• il potenziamento degli impianti di raccolta, smistamento e riciclaggio;
• gli investimenti in ricerca per arrivare a riciclare le fibre sintetiche e in strumentazione tecnologica in grado di rendere più efficace la selezione delle fibre ai fini del riciclo;
• un design finalizzato al recupero.

Ad oggi, per esempio, una giacca a vento della Polizia Locale è fatta in poliestere e Ptfe e una volta arrivata a fine vita, viene tagliata in due per fare in modo che non possa essere più utilizzabile, buttata nell’indifferenziata e finendo così nell’inceneritore perché per via dei materiali impiegati e per il suo design non è riciclabile. Questo approccio, a partire dal design passando dalla scelta dei materiali, alla produzione fino a fine vita, inquina e non è più possibile perpetrarlo, anche grazie alle leggi vigenti.
E’ una vita difficile per chi si trova nella posizione di dover effettuare gli acquisti nella Pubblica Amministrazione e far fronte da una parte alle esigenze di chi necessita il prodotto o il servizio e dall’altra le nuove normative, bhè con questo articolo voglio provare a rendervi la vita un po’ più facile, almeno per quanto riguarda alcuni capi d’abbigliamento, come può essere una giacca a vento.210903 Sympatex Loop RGB Trans Red OrangeGrazie agli studi, alle ricerche fatte negli ultimi 30 anni è possibile riciclare una giacca a vento tecnica, se però, come abbiamo detto si tiene conto inizialmente della scelta dei materiali, del design finalizzato al recupero e alle sostanze nocive.
Questa grande innovazione la dobbiamo a Sympatex, pluripremiata azienda tedesca che ci aveva già pensato ben 30 anni fà. Sympatex è uno dei 40 firmatari della "carta dell'industria della moda per l'azione per il clima" delle Nazioni Unite e ha anche partecipato attivamente allo sviluppo della carta.
Come fornitore leader di tessuti funzionali sostenibili, Sympatex ha quindi sviluppato una membrana speciale che è impermeabile al 100%, antivento al 100% e ottimamente traspirante, come una seconda pelle. La membrana assorbe il vapore acqueo e lo rimuove attraverso gli indumenti verso l'esterno. E la cosa migliore è che le membrane Sympatex "respirano" dinamicamente, il che significa che maggiore è l'attività fisica, più efficiente è il suo funzionamento. Pertanto, i tessuti funzionali con una membrana Sympatex offrono una protezione efficace dalle basse temperature e dalla pioggia.
L’obiettivo è la protezione, il comfort, le prestazioni e la perfetta funzionalità con un'attenzione particolare alla responsabilità ecologica. Oltre alle sue prestazioni, Sympatex si affida in particolare a materiali riciclati e riciclabili e alla neutralità climatica.
Come spiega il Responsabile R&D dei Polimeri e produzione della membrana Sympatex: “Per molti anni è stato sensato in diversi mercati del riciclaggio (ad esempio bottiglie, imballaggi e altri) che il riciclaggio della plastica di alta qualità ed economicamente fattibile dipende fortemente dalla qualità del flusso in ingresso nell'impianto di riciclaggio, i. e. la purezza della merce in entrata.
Di conseguenza, fornire quante più soluzioni monomateriali possibili è un elemento chiave per realizzare le ambizioni dell'economia circolare su scala industriale in vari settori, incluso il tessile, nei prossimi anni. Combinando la membrana a base di poliestere Sympatex con vergine o riciclato e i tessuti a base di poliestere in tessuti laminati impermeabili, antivento e traspiranti si adattano perfettamente a questa strategia. Al contrario, utilizzando tessuti laminati basati su tessuto a base di poliestere accoppiato a una membrana ePE+PU renderebbe il potenziale riciclaggio di alta qualità almeno tecnicamente ed economicamente molto più impegnativo a causa del mix di materiali. Il tessuto laminato molto probabilmente dovrebbe essere smontato, separato e suddiviso in diverse frazioni prima che possa aver luogo il riciclaggio. Fasi di lavorazione aggiuntive che dovrebbero essere stabilite su scala industriale, portando quasi sicuramente a costi più elevati e a una maggiore impronta di carbonio del processo”.

Sympatex è un fornitore globale di materiali funzionali ad alta tecnologia per partner di marchi internazionali in abbigliamento (abbigliamento) , calzature , abbigliamento da lavoro protettivo(Contract & Workwear) e applicazioni tecniche . Tutti i materiali Sympatex sono conformi agli elevati standard di qualità Sympatex e sono testati secondo gli standard internazionali.
Grandi brand come Rossignol, Gronell, DC shoes, ecc hanno scelto come partner Sympatex per creare abbigliamento di alta qualità ma che abbiano il minor impatto ambientale sul nostro pianeta. In riconoscimento delle sue prestazioni ambientali e delle pratiche commerciali sostenibili, Sympatex Technologie ha ricevuto il premio B Corp "2019 Best For The World". Lo specialista del tessile funzionale con sede a Monaco, che è arrivato tra i primi 10 per cento di tutte le aziende certificate B Corp in riconoscimento della sua responsabilità ambientale, ha ricevuto il premio per iniziative come la partnership industriale europea wear2wear che ha creato per chiudere rapidamente il cerchio nel settore tessile, per aver offerto la prima membrana climaticamente neutra al mondo e per essere co-sviluppatore e firmatario della “Carta dell'industria della moda delle Nazioni Unite per l'azione per il clima”. Il pioniere nel campo dei tessuti funzionali ha ricevuto il premio dall'organizzazione no-profit B Lab, con sede negli Stati Uniti, che ha ufficialmente certificato Sympatex alla fine del 2018 come B Corp dopo un accurato processo di audit in più fasi. L'obiettivo esplicito dell'azienda è garantire che le sue attività commerciali non solo portino al successo economico, ma abbiano anche un impatto altamente positivo sul benessere della società e dell'ambiente.

Ad oggi invece, sebbene ci sia la disponibilità sul mercato, la Pubblica Amministrazione acquista ancora vecchi tessuti in PTFE e molte volte scadente perché non è neanche l’originale, senza sapere che anche uno dei più grandi brand di abbigliamento tecnico in PTFE è stato costretto, a causa dell'imminente divieto dell'ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) per i PFAS a cercare un alternativa riconoscendo quindi che durante il ciclo di vita del PTFE vengono utilizzati PFC di interesse ambientale. Ora non voglio dilungarmi sulle grandi inchieste che vanno dal Veneto alla Virginia, ma una riflessione, và certamente fatta prima di acquistare ancora capi d’abbigliamento oramai superati e non più a norma per il bene del pianeta, per il bene di chi indosserà quel capo e per il bene di chi effettuerà l’acquisto provocando anche un danno erariale.
Oggi la pubblica Amministrazione può avere abbigliamento tecnico altamente performante e a minor impatto ambientale, acquistando un capo d’abbigliamento con etichetta Sympatex, garanzia di qualità tecnica, rispetto ambientale e sociale. Tu cosa scegli?

Francesca Caruso

 

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