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Giovedì, 27 Agosto 2026 11:46

PFAS: ESCLUSIONI DI POLIZZA, RISCHI POTENZIALMENTE “DISASTROSI” PER LE IMPRESE PRODUTTRICI E NON SOLO

PFAS: ESCLUSIONI DI POLIZZA, RISCHI POTENZIALMENTE “DISASTROSI” PER LE IMPRESE PRODUTTRICI E NON SOLO

L’esposizione ai PFAS avviene principalmente attraverso acqua potabile contaminata e alimenti provenienti da aree inquinate, l’acqua potabile rappresenta la principale fonte di esposizione; seguono pesce, carne, uova e vegetali, che possono accumulare queste sostanze.
I PFAS sono presenti anche in tessuti impermeabili, padelle antiaderenti, imballaggi alimentari e schiume antincendio. Sono chiamati “inquinanti perenni” perché non si degradano facilmente nell’ambiente e tendono ad accumularsi nell’organismo umano.

RISCHI PER LA SALUTE

Interferenza endocrina, tossicità e tumori: L’esposizione prolungata è associata a danni epatici e renali, ridotta fertilità e maggiori rischi oncologici, in particolare tumori a reni e testicoli.
La Sentenza Storica in Italia.

Il Tribunale di Vicenza del 13 maggio 2025 ha riconosciuto per la prima volta in Italia il nesso causale tra l'esposizione ai PFAS e una malattia professionale mortale.  E' il caso di Pasqualino Zenere, ex operaio della Miteni di Trissino. L'uomo ha lavorato nello stabilimento chimico dal 1979 al 1992, operando proprio nel reparto di depurazione delle acque. È deceduto nel 2014 a causa di un tumore della pelvi renale (carcinoma uroteliale). il Giudice del Lavoro del Tribunale di Vicenza ha stabilito che l'esposizione professionale massiccia a PFOA e PFOS è stata la causa diretta della patologia tumorale killer, obbligando l'INAIL a risarcire la famiglia.
Il valore legale: Questa pronuncia fa giurisprudenza perché conferma nelle aule di tribunale la cancerogenicità dei PFAS e apre la strada ad altri ricorsi legali legati al disastro ambientale e sanitario del Veneto.

I PFAS sono stati oggetto di numerose cause legali in tutto il mondo.

Negli Stati Uniti, gli accordi derivanti da richieste di risarcimento per inquinamento da PFAS hanno raggiunto i 18 miliardi di dollari entro il 2024. Nel 2023, la Corte Suprema svedese ha stabilito un precedente legale riconoscendo un risarcimento danni ai cittadini a cui era stata fornita acqua potabile contaminata da PFAS.

POLIZZE ASSICURATIVE

Per questo motivo i grandi gruppi assicurativi stanno correndo ai ripari inserendo clausole di esclusione esplicita (assolute o qualificate) per i danni derivanti da PFAS nelle polizze di Responsabilità Civile (RCT/RCO) e danni ambientali, assimilandoli agli inquinanti tradizionali ma con restrizioni più rigide.
Inizialmente introdotte sul mercato statunitense, queste esclusioni sono ormai una realtà consolidata anche nei capitolati tecnici e nelle polizze europee e italiane.

Le clausole di esclusione PFAS sono ormai strumenti standard con cui assicuratori e riassicuratori si proteggono dal rischio sistemico dei “contaminanti eterni”.

Le compagnie non si limitano a escludere la parola "PFAS", ma utilizzano formule estremamente ampie e vincolanti per evitare qualsiasi tipo di scappatoia legale:

Definizione chimica onnicomprensiva: La clausola elenca espressamente le sostanze (PFAS, PFOA, PFOS) specificando che l'esclusione si estende a "qualsiasi acido coniugato, sale, derivato, isomero, alogenuro o combinazione degli stessi"
Esclusione "Diretta o Indiretta": La formula tipo prevede che la polizza non copra alcun danno "derivante o risultante, direttamente o indirettamente, in tutto o in parte, da PFAS o dalla presenza di PFAS in qualsiasi sostanza o prodotto
Clausole anti-concorrenti (Anti-Concurrent Causation): Significa che se il danno è causato da un insieme di fattori diversi (es. un crollo o un incendio) ma tra questi è presente anche una contaminazione da PFAS, l'intero sinistro rischia di essere escluso dalla copertura. 
Estensione ai costi di bonifica: Viene esplicitamente chiarito che l'assicurazione non pagherà i costi per "rilevare, monitorare, bonificare, rimuovere o valutare gli effetti" dei PFAS.

Le esclusioni PFAS vengono inserite chirurgicamente in diverse tipologie di rischio: 

 Polizza e impatto esclusione

LE RESPONSABILITÀ LEGALI PER LE AZIENDE PRODOTTI PFAS
Le aziende che producono o usano PFAS affrontano gravi responsabilità legali, civili e penali per inquinamento, danni alla salute e violazione delle normative.
Le aziende responsabili dell'inquinamento devono pagare per la pulizia e il ripristino dei siti contaminati.
• Il Consiglio di Stato ha stabilito che la società controllante (la holding) risponde della bonifica ambientale se la società controllata ha causato l'inquinamento, come chiarito nell'analisi di Altalex.
• Le autorità possono imporre il blocco delle attività e ingenti spese di bonifica alle aziende coinvolte in disastri ambientali.

Responsabilità Penale dei Manager
I dirigenti e gli amministratori rischiano processi penali personali per reati come il disastro ambientale colposo o lesioni/omicidio colposo legati all'esposizione dei lavoratori e dei cittadini alle sostanze inquinanti. I tribunali italiani (come nei casi Miteni e Syensqo) riconoscono sempre più spesso il nesso causale tra le emissioni di PFAS e le malattie professionali o ambientali. [1, 2].

Responsabilità Enti Pubblici
Le responsabilità legali degli enti pubblici in materia di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono collegate ai doveri di vigilanza ambientale, tutela della salute pubblica e gestione del ciclo delle acque. Sebbene la responsabilità primaria dell'inquinamento ricada sui soggetti privati che hanno immesso tali sostanze nell'ambiente (in base al principio "chi inquina paga"), gli enti pubblici (Ministeri, Regioni, Comuni, ARPA e gestori idrici) rischiano pesanti conseguenze legali se non agiscono tempestivamente.

Le responsabilità della Pubblica Amministrazione si articolano principalmente su tre livelli giuridici:

1. Responsabilità Penale I dirigenti e i funzionari pubblici possono rispondere penalmente in caso di omissioni o ritardi nell'adozione di misure protettive:
I dirigenti e i funzionari pubblici possono rispondere penalmente in caso di omissioni o ritardi nell'adozione di misure protettive: Altalex
• Omissione di atti d'ufficio (Art. 328 c.p.): Si configura se l'ente, a conoscenza della contaminazione da PFAS oltre i limiti di legge, non emette ordinanze restrittive (es. divieto di uso di pozzi privati) o non impone prescrizioni per la tutela della salute.
• Disastro ambientale e Delitti contro la salute pubblica: Qualora l'inerzia pubblica o il rilascio ingiustificato di Autorizzazioni Integrate Ambientali (A.I.A.) agevolino o prolunghino l'avvelenamento delle acque o la diffusione di epidemie, i funzionari possono essere indagati per concorso colposo o condotta omissiva rispetto ai reati ambientali.

2. Responsabilità Civile e Risarcitoria

• Lo Stato, le Regioni e i Comuni possono essere citati in giudizio dai cittadini o dalle associazioni per il risarcimento dei danni: 
• Danno alla salute e perdita di valore dei beni: Se la mancata o tardiva depurazione delle acque potabili espone la popolazione ai PFAS, l'ente pubblico o il gestore del servizio idrico integrato rispondono civilmente del danno biologico e patrimoniale subito dai cittadini. 
• Responsabilità Extracontrattuale (Art. 2043 c.c.): Deriva dalla violazione del principio di precauzione e del diritto costituzionale alla salute (Art. 32 Cost.).

3. Responsabilità Amministrativa e Contabile

• Danno Erariale: Se l'ente pubblico è costretto a spendere fondi pubblici per bonifiche d'urgenza o risarcimenti a causa della mancata rivalsa tempestiva sui reali inquinatori privati, la Corte dei Conti può rivalersi sui dipendenti pubblici responsabili dell'inerzia.
• Mancata applicazione delle normative: Con il recepimento della Direttiva UE 2020/2184 tramite il D.Lgs. 18/2023 e il successivo D.Lgs. 102/2025, gli enti hanno l'obbligo tassativo di monitorare e rispettare le stringenti soglie per i PFAS totali e per i PFAS specifici più pericolosi. La violazione di tali obblighi espone l'Italia a procedure d'infrazione europee e i singoli enti a sanzioni amministrative.

Gli obblighi specifici degli Enti Pubblici:

• Regioni ed enti locali: Devono aggiornare i piani di tutela delle acque, individuare le aree colpite (es. le note "Aree Rosse" del Veneto) e finanziare i sistemi di filtraggio a carboni attivi o l'allacciamento a fonti idriche pulite.
• Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA): Hanno l'obbligo di campionamento costante degli scarichi industriali e dei corpi idrici, segnalando immediatamente le anomalie all'autorità giudiziaria e sanitaria.
• Sindaci (Autorità Sanitaria Locale): Hanno il potere-dovere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per vietare il consumo di alimenti o acqua contaminata qualora emergano rischi concreti.


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Conclusione:
Nel settore dell’abbigliamento, in particolare per gli equipaggiamenti tecnici, sono già presenti sul mercato marchi internazionali che producono tessuti privi di PFAS.


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