L’esposizione ai PFAS avviene principalmente attraverso acqua potabile contaminata e alimenti provenienti da aree inquinate, l’acqua potabile rappresenta la principale fonte di esposizione; seguono pesce, carne, uova e vegetali, che possono accumulare queste sostanze.
I PFAS sono presenti anche in tessuti impermeabili, padelle antiaderenti, imballaggi alimentari e schiume antincendio. Sono chiamati “inquinanti perenni” perché non si degradano facilmente nell’ambiente e tendono ad accumularsi nell’organismo umano.

RISCHI PER LA SALUTE

Interferenza endocrina, tossicità e tumori: L’esposizione prolungata è associata a danni epatici e renali, ridotta fertilità e maggiori rischi oncologici, in particolare tumori a reni e testicoli.
La Sentenza Storica in Italia.

Il Tribunale di Vicenza del 13 maggio 2025 ha riconosciuto per la prima volta in Italia il nesso causale tra l'esposizione ai PFAS e una malattia professionale mortale.  E' il caso di Pasqualino Zenere, ex operaio della Miteni di Trissino. L'uomo ha lavorato nello stabilimento chimico dal 1979 al 1992, operando proprio nel reparto di depurazione delle acque. È deceduto nel 2014 a causa di un tumore della pelvi renale (carcinoma uroteliale). il Giudice del Lavoro del Tribunale di Vicenza ha stabilito che l'esposizione professionale massiccia a PFOA e PFOS è stata la causa diretta della patologia tumorale killer, obbligando l'INAIL a risarcire la famiglia.
Il valore legale: Questa pronuncia fa giurisprudenza perché conferma nelle aule di tribunale la cancerogenicità dei PFAS e apre la strada ad altri ricorsi legali legati al disastro ambientale e sanitario del Veneto.

I PFAS sono stati oggetto di numerose cause legali in tutto il mondo.

Negli Stati Uniti, gli accordi derivanti da richieste di risarcimento per inquinamento da PFAS hanno raggiunto i 18 miliardi di dollari entro il 2024. Nel 2023, la Corte Suprema svedese ha stabilito un precedente legale riconoscendo un risarcimento danni ai cittadini a cui era stata fornita acqua potabile contaminata da PFAS.

POLIZZE ASSICURATIVE

Per questo motivo i grandi gruppi assicurativi stanno correndo ai ripari inserendo clausole di esclusione esplicita (assolute o qualificate) per i danni derivanti da PFAS nelle polizze di Responsabilità Civile (RCT/RCO) e danni ambientali, assimilandoli agli inquinanti tradizionali ma con restrizioni più rigide.
Inizialmente introdotte sul mercato statunitense, queste esclusioni sono ormai una realtà consolidata anche nei capitolati tecnici e nelle polizze europee e italiane.

Le clausole di esclusione PFAS sono ormai strumenti standard con cui assicuratori e riassicuratori si proteggono dal rischio sistemico dei “contaminanti eterni”.

Le compagnie non si limitano a escludere la parola "PFAS", ma utilizzano formule estremamente ampie e vincolanti per evitare qualsiasi tipo di scappatoia legale:

Definizione chimica onnicomprensiva: La clausola elenca espressamente le sostanze (PFAS, PFOA, PFOS) specificando che l'esclusione si estende a "qualsiasi acido coniugato, sale, derivato, isomero, alogenuro o combinazione degli stessi"
Esclusione "Diretta o Indiretta": La formula tipo prevede che la polizza non copra alcun danno "derivante o risultante, direttamente o indirettamente, in tutto o in parte, da PFAS o dalla presenza di PFAS in qualsiasi sostanza o prodotto
Clausole anti-concorrenti (Anti-Concurrent Causation): Significa che se il danno è causato da un insieme di fattori diversi (es. un crollo o un incendio) ma tra questi è presente anche una contaminazione da PFAS, l'intero sinistro rischia di essere escluso dalla copertura. 
Estensione ai costi di bonifica: Viene esplicitamente chiarito che l'assicurazione non pagherà i costi per "rilevare, monitorare, bonificare, rimuovere o valutare gli effetti" dei PFAS.

Le esclusioni PFAS vengono inserite chirurgicamente in diverse tipologie di rischio: 

 Polizza e impatto esclusione

LE RESPONSABILITÀ LEGALI PER LE AZIENDE PRODOTTI PFAS
Le aziende che producono o usano PFAS affrontano gravi responsabilità legali, civili e penali per inquinamento, danni alla salute e violazione delle normative.
Le aziende responsabili dell'inquinamento devono pagare per la pulizia e il ripristino dei siti contaminati.
• Il Consiglio di Stato ha stabilito che la società controllante (la holding) risponde della bonifica ambientale se la società controllata ha causato l'inquinamento, come chiarito nell'analisi di Altalex.
• Le autorità possono imporre il blocco delle attività e ingenti spese di bonifica alle aziende coinvolte in disastri ambientali.

Responsabilità Penale dei Manager
I dirigenti e gli amministratori rischiano processi penali personali per reati come il disastro ambientale colposo o lesioni/omicidio colposo legati all'esposizione dei lavoratori e dei cittadini alle sostanze inquinanti. I tribunali italiani (come nei casi Miteni e Syensqo) riconoscono sempre più spesso il nesso causale tra le emissioni di PFAS e le malattie professionali o ambientali. [1, 2].

Responsabilità Enti Pubblici
Le responsabilità legali degli enti pubblici in materia di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono collegate ai doveri di vigilanza ambientale, tutela della salute pubblica e gestione del ciclo delle acque. Sebbene la responsabilità primaria dell'inquinamento ricada sui soggetti privati che hanno immesso tali sostanze nell'ambiente (in base al principio "chi inquina paga"), gli enti pubblici (Ministeri, Regioni, Comuni, ARPA e gestori idrici) rischiano pesanti conseguenze legali se non agiscono tempestivamente.

Le responsabilità della Pubblica Amministrazione si articolano principalmente su tre livelli giuridici:

1. Responsabilità Penale I dirigenti e i funzionari pubblici possono rispondere penalmente in caso di omissioni o ritardi nell'adozione di misure protettive:
I dirigenti e i funzionari pubblici possono rispondere penalmente in caso di omissioni o ritardi nell'adozione di misure protettive: Altalex
• Omissione di atti d'ufficio (Art. 328 c.p.): Si configura se l'ente, a conoscenza della contaminazione da PFAS oltre i limiti di legge, non emette ordinanze restrittive (es. divieto di uso di pozzi privati) o non impone prescrizioni per la tutela della salute.
• Disastro ambientale e Delitti contro la salute pubblica: Qualora l'inerzia pubblica o il rilascio ingiustificato di Autorizzazioni Integrate Ambientali (A.I.A.) agevolino o prolunghino l'avvelenamento delle acque o la diffusione di epidemie, i funzionari possono essere indagati per concorso colposo o condotta omissiva rispetto ai reati ambientali.

2. Responsabilità Civile e Risarcitoria

• Lo Stato, le Regioni e i Comuni possono essere citati in giudizio dai cittadini o dalle associazioni per il risarcimento dei danni: 
• Danno alla salute e perdita di valore dei beni: Se la mancata o tardiva depurazione delle acque potabili espone la popolazione ai PFAS, l'ente pubblico o il gestore del servizio idrico integrato rispondono civilmente del danno biologico e patrimoniale subito dai cittadini. 
• Responsabilità Extracontrattuale (Art. 2043 c.c.): Deriva dalla violazione del principio di precauzione e del diritto costituzionale alla salute (Art. 32 Cost.).

3. Responsabilità Amministrativa e Contabile

• Danno Erariale: Se l'ente pubblico è costretto a spendere fondi pubblici per bonifiche d'urgenza o risarcimenti a causa della mancata rivalsa tempestiva sui reali inquinatori privati, la Corte dei Conti può rivalersi sui dipendenti pubblici responsabili dell'inerzia.
• Mancata applicazione delle normative: Con il recepimento della Direttiva UE 2020/2184 tramite il D.Lgs. 18/2023 e il successivo D.Lgs. 102/2025, gli enti hanno l'obbligo tassativo di monitorare e rispettare le stringenti soglie per i PFAS totali e per i PFAS specifici più pericolosi. La violazione di tali obblighi espone l'Italia a procedure d'infrazione europee e i singoli enti a sanzioni amministrative.

Gli obblighi specifici degli Enti Pubblici:

• Regioni ed enti locali: Devono aggiornare i piani di tutela delle acque, individuare le aree colpite (es. le note "Aree Rosse" del Veneto) e finanziare i sistemi di filtraggio a carboni attivi o l'allacciamento a fonti idriche pulite.
• Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA): Hanno l'obbligo di campionamento costante degli scarichi industriali e dei corpi idrici, segnalando immediatamente le anomalie all'autorità giudiziaria e sanitaria.
• Sindaci (Autorità Sanitaria Locale): Hanno il potere-dovere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per vietare il consumo di alimenti o acqua contaminata qualora emergano rischi concreti.


grafico assicurazioni

Conclusione:
Nel settore dell’abbigliamento, in particolare per gli equipaggiamenti tecnici, sono già presenti sul mercato marchi internazionali che producono tessuti privi di PFAS.


Serates: Innovazione nei Tessuti Tecnici per lo Sport

Storia e Sviluppo di Serates

Serates, acronimo di Sebastiano Ramundo Tessuti, nasce nel 1977 con l’intento di specializzarsi nella produzione di tessuti tecnici destinati al settore sportivo. Fin dai suoi primi anni di attività, l’azienda si è distinta nel panorama tessile grazie alla fiducia di clienti di spicco, tra cui Leonardo Servadio, fondatore del rinomato marchio di abbigliamento sportivo Ellesse. Questo sostegno ha rappresentato un importante trampolino di lancio per la crescita di Serates.
Il percorso di sviluppo dell’azienda è stato segnato da una forte attenzione all’innovazione e alla sperimentazione. Le competenze tecniche all’avanguardia, unite a una struttura aziendale snella e flessibile, hanno consentito a Serates di consolidare la propria posizione come partner privilegiato per i brand più innovativi dello sportswear. Allo stesso tempo, la reputazione dell’azienda si è estesa anche ai prestigiosi marchi della moda e del lusso, che hanno trovato in Serates un referente affidabile per soluzioni tessili moderne e performanti.

SERATES CLI-MAT: SOLUZIONI TESSILI D’AVANGUARDIA
Nel solco della sua vocazione all’innovazione, Serates ha sviluppato Serates Cli-mat, un tessuto progettato per rispondere alle esigenze di coloro che cercano prestazioni elevate nei capi tecnici.
Questa soluzione tessile rappresenta un punto di riferimento per chi desidera indossare capi capaci di offrire comfort e funzionalità anche nelle condizioni più impegnative.






Navigare i cambiamenti normativi con Sympatex
L‘industria dell‘abbigliamento aziendale e da lavoro sta affrontando
cambiamenti significativi a causa dei divieti imminenti su prodotti
chimici nocivi come i PFAS nei tessuti. Con l‘evoluzione delle normative
sulla sostenibilità e sulla sicurezza, Sympatex è qui per supportare questa
transizione con soluzioni senza PFAS. Questa guida vi aiuterà a
comprendere ciò che stà accadendo e come possiamo sostenervi.

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Lunedì, 13 Gennaio 2025

“GIACCHE A VENTO AL VELENO”

Gli operatori delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Penitenziaria)  della Polizia Locale, della Croce Rossa, i Volontari della Protezione Civile, etc durante la loro attività operativa hanno la necessità di indossare capi tecnici che li proteggano o almeno dovrebbero...
di Francesca Caruso

Dietro a quei metri di tessuto ci sono madri, sorelle, figli, padri che hanno scelto di proteggere la comunità. In un precedente scritto l’ho chiamata “la stoffa dei campioni” già perché bisogna essere dei campioni di vita per scendere in strada a proteggere il prossimo nonostante tutto.
La necessità di indossare capi sicuri per affrontare le sfide che ogni giorno le forze dell’ordine e volontari sono chiamate a sostenere deve garantire a chi le indossa: comodità, performance in termini d’impermeabilità, traspirabilità, resistenza, ecc ed essere sicuri che quelle stesse protezioni non siano dannose come cita l’art. 81/2008 sulla Tutela e sicurezza sul posto di lavoro.

Le ricerche effettuate dai più importanti Istituti come Mario Negri, la Fondazione Veronesi, IARC (L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) hanno dimostrato che l’accumulo di sostanze PFAS nel sangue aumenta il rischio di tumori, problemi riproduttivi, cardiaci e alla tiroide oltre a patologie epatiche.
Finalmente l’attenzione verso i PFAS e i loro potenziali rischi per la salute stanno ricevendo il riconoscimento che merita. I PFAS sono composti chimici usati da decenni per le loro proprietà idrorepellenti e di resistenza al calore, e a oggi ancora molto impiegati in una vasta gamma di prodotti, tra i quali i tessuti tecnici impermeabili.

La battaglia ai PFAS è partita dagli Stati Uniti che a oggi hanno dichiarato tolleranza zero per queste sostanze ed anche la Commissione Europea ha adottato nuove misure nell’ambito del regolamento Reach (la legislazione dell'Ue in materia di sostanze chimiche) per restringere l’utilizzo dei Pfas, e delle sostanze a esse correlate. Sostanze, si legge in una nota della Commissione, che «sono molto persistenti e mobili nell'acqua e il loro uso in determinati prodotti rappresenta un rischio inaccettabile per la salute umana e per l'ambiente». La restrizione, spiega ancora la Commissione, «si concentra sugli usi per i quali il rischio non è adeguatamente controllato, sono disponibili alternative e i costi socioeconomici saranno limitati rispetto ai benefici per la salute umana e per l'ambiente».
In particolare, il divieto colpisce la vendita e l’uso di queste sostanze per «prodotti tessili di consumo, come i giubbotti antipioggia, come gli spray impermeabilizzanti, ecc».

 Le nostre forze dell’ordine indossano, per tutta la durata della loro carriera, circa 30/40 anni capi tecnici impermeabili per lo più in PTFE, Poliuretano spalmati o poliesteri con i PFAS per renderli impermeabili, tessuti che apparentemente proteggono ma in realtà sono tossici per la salute e l’ambiente.

La prima azienda che ha guardato con attenzione alla salute dell’individuo, all’ambiente e alle performance tecniche è Sympatex, pluripremiata azienda tedesca che ci aveva già pensato ben trenta anni fà. Sympatex è uno dei 40 firmatari della "carta dell'industria della moda per l'azione per il clima" delle Nazioni Unite e ha anche partecipato attivamente allo sviluppo della carta.
Come fornitore leader di tessuti funzionali sostenibili, Sympatex ha quindi sviluppato una membrana speciale che è impermeabile e antivento al 100% e ottimamente traspirante, come una seconda pelle. La membrana assorbe il vapore acqueo e lo rimuove attraverso gli indumenti verso l'esterno e la cosa migliore è che la membrana Sympatex "RESPIRA" dinamicamente, il che significa che maggiore è l'attività fisica, più efficiente è il suo funzionamento.
Sympatex garantisce la qualità senza compromessi, poiché un capo impermeabile in Sympatex, senza l’utilizzo di PFAS e PFC, può resistere a una colonna d’acqua dì 45 mm: il che significa sostanzialmente che puoi stare per ore nel bel mezzo dì un monsone senza bagnarti e sudare. Tutti i materiali Sympatex sono monomateriale a base di poliestere, permettendo di restituire tutti i laminati al ciclo tessile chiuso alla fine vita del prodotto.
I tessuti funzionali Sympatex soddisfano pienamente la normativa sui criteri ambientali minimi, i requisiti per il divieto di PFAS e i requisiti di riciclo di EPR.
Quest’ultima normativa impone ai produttori di prodotti tessili di farsi carico della gestione dei rifiuti derivanti dai loro prodotti, incentivando la progettazione di capi più durevoli e facilmente riciclabili e questo implica la scelta accurata dei materiali.

Salute e ambiente vanno a braccetto come tradizione e innovazione nell’ottica della circolarità.
Molti comandi di Polizia Locale in Italia hanno richiesto e vestono già capi privi di PFAS, riciclabili e riciclate, la lungimiranza di questi comandi permette innanzitutto di garantire il rispetto  della legge 81/2008 ai propri uomini senza rinunciare a comfort e performance tecniche e permetterà in futuro di recuperare e riciclare l’equipaggiamento in maniera più semplice rimanendo, quindi, in linea con le normative a fronte anche della legge 116 del 2020 in cui la P.A. ha l’obbligo di effettuare la raccolta differenziata anche per il tessile.


FONTI
IARC
FONDAZIONE UMBERTO VERONESI
ISTITUTO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE MARIO NEGRI

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